MANCA SOLO IL FUOCO
di Stefano Frascarelli
Circa un anno fa la Minigallery ha ospitato una mostra di Luigi Frappi dedicata in particolare alla natura morta e al modo personale e contemporaneo che l’artista ha di rappresentarla.
Questa nuova mostra è dedicata al paesaggio, alle vedute immaginarie, come lui spesso le chiama.
Il soggetto è la natura ‘ampia’, animata dei suoi elementi: Acqua, Aria e Terra; in realtà manca solo il Fuoco. Colline, catene montuose in lontananza e vaste distese pianeggianti sono lo scenario, il palcoscenico della vita che scorre senza che se ne percepisca il movimento. L’azione è rappresentata dal cielo carico di nuvole, di nubi scure e dense, di nebbie e foschie, aria che si avvolge su sé stessa. L’acqua è luce e musica, i fiumi e le cascate producono un suono che dobbiamo imparare a sentire e sono il riflesso dei raggi del sole. Ogni elemento è dipinto con pennellate veloci, consapevoli del loro effetto visivo e della loro funzione nell’architettura dell’opera. Questi segni sottili e rapidi a tratti sembrano fiammelle dei diversi colori, lampi che attraversano la mano di Frappi ma che provengono in realtà direttamente dai suoi occhi. Ecco quindi che tutti gli elementi sono oggetto del racconto della pittura. Gli scenari ritratti sono maestosi, luoghi che potrebbero avere un appellativo noto a tutti ed essere immediatamente riconoscibili nell’immaginario collettivo. E’ sempre presente un elemento che cattura l’attenzione più degli altri e rende l’opera una celebrazione di quello stesso elemento: a volte una nube, altre un gruppo di cipressi, altre ancora un corso d’acqua o una cascata, non importa se piccoli o grandi, questi pezzi di natura sono di per sé eccezionali, la luce che sembra coglierli li rende paradigma. Non compare mai alcun animale nel paesaggio e non compare mai l’uomo, come se la loro presenza possa essere di disturbo alla quiete dell’ambiente. Solo, a volte, si intravede nella foschia qualche architettura simile a resti di una civiltà che ora è altrove.